× Home L'editoriale Il Calderone di Kathleen Luna del Mese Avalon Ordine Druidico di Avalon News Argomenti Download Photo Video Links Contatti

Celti

I Celti erano una popolazione di origine indoeuropea, in seguito ramificata in vari ceppi tra cui, più noti, ricordiamo i britanni e i galli, questi ultimi stabiliti, in particolare, nella regione del Razes, uno degli insediamenti più importanti dell’intera Francia. Le tracce storiche che ci hanno lasciato, li segnalano insediati in una vasta zona dell’Europa del nord compresa tra le isole britanniche e il bacino del Danubio.

Il massimo periodo di splendore sembra essere coinciso con il III secolo a.c., durante la cosiddetta età del ferro; la più importante fortezza celtica, in Colchester, all’epoca Camulod, potrebbe richiamare la famosa Camelot del ciclo arturiano. Sarebbe quindi Artù il primo sovrano che la leggenda vuole dia lustro a tale popolo, riprendendo la stirpe della reale casa di Davide. Sembra, infatti, che sua nonna, la madre di Re Aedan di Dalriada, fosse diretta discendente di Giuseppe d’Arimatea. Accanto a lui Merlino, il primo famoso druido, potente e longevissimo mago che viveva nei boschi.

Il patrimonio religioso di quelle genti, tramandato solo per via orale tramite sacerdoti denominati appunto druidi, si presume fosse basato sulla pace e sulla perfetta armonia tra l’uomo e la natura. Il sacerdozio era aperto a entrambi i sessi, ma erano le donne a  svolgere le cerimonie più importanti, cioè quelle dedicate alla Dea in quanto possedevano la visione o seconda vista. Frammentarie e discordanti le notizie sugli antichi riti druidici. Cesare ad esempio, nel "De bello gallico", si soffermava molto su ipotetici e frequenti sacrifici umani; Plinio invece, descriveva i druidi come sacerdoti di un culto arboreo collegato ad elementi astronomici: tipica la bucolica raccolta del vischio che cresceva sulle querce, alberi considerati sacri e tagliato dal sacerdote di bianco vestito con un falcetto d'oro nel sesto giorno della luna nuova, cui seguiva il sacrificio di due tori bianchi letiziato da canti religiosi. Ad ogni modo i druidi sembravano avere notevoli conoscenze astronomiche, come testimonia il misterioso sito di Stonehenge dove erano soliti riunirsi, il quale è stato interpretato come un antichissimo calendario celeste in grado di prevedere cicli stagionali ed eclissi in base all'incidenza dei raggi solari tra i monoliti. Naturalmente i megaliti non furono opera dei Celti, essendo a loro anteriori di almeno duemila anni, ma dai druidi studiati e interpretati.

Il calendario celtico si basava su un computo complesso, regolato sia dal ciclo solare sia da quello lunare. Il ciclo solare scandiva l'anno in due fasi, segnate da festività dette del fuoco. Il primo novembre aveva inizio la parte oscura dell'anno e in tale occasione le porte degli inferi si aprivano consentendo agli spiriti dei morti di vagare nel mondo terreno; il primo maggio cominciava invece la parte luminosa.

Tutte le cerimonie si svolgevano una volta la settimana in luoghi boscosi, anche se era dato maggior risalto a quelle svolte durante il periodo dei solstizi e gli equinozi.

Gli dei principalmente venerati dai Celti erano la Madre Terra e il Signore dei Boschi, ma degni di culto, ancorché minore, alcuni animali come il lupo e il serpente, non vere e proprie divinità, ma ritenuti simbolica incarnazione degli spiriti della natura.

Le Matronae celtiche, retaggio di precedenti culti come in particolare quello della Grande Madre, rappresentavano l'incarnazione della maternità il cui simbolo rinvenuto è identificato nel triscele. Con l’avvento del Cristianesimo, le divinità e i rispettivi simboli furono considerati eretici dal nuovo credo e spacciati per opera del maligno: su tutti l’esempio del serpente, animale sacro per i Celti, ma che nell’iconografia cristiana rappresenta il diavolo tentatore e ancora oggi, nell’immaginario collettivo, assurge al rango di animale maledetto, o quanto meno viscido e infido.

Anche il rito dell’unione sessuale tra l’uomo e la donna, per non parlare di quella tra il sacerdote e la sacerdotessa, di fondamentale importanza nella religione druidica in quanto simbolo dell’unione del Dio e della Dea (il principio maschile e femminile), fu fermamente condannato in quanto il sesso era ritenuto assolutamente peccaminoso al di fuori del matrimonio.

I druidi e le sacerdotesse furono pertanto perseguitati come stregoni e fattucchiere, eretici o assassini e accusati dei crimini più efferati. Laddove il culto o la divinità non potevano essere cancellati o demonizzati giacché molto radicati nella popolazione, furono modificati a uso e consumo della novella religione; su tutti l’esempio di un famoso sacerdote druidico, Patrizio il quale, come d’incanto, fu proclamato Santo. Medesimo iter, sotto altra veste ovviamente, per il riconoscimento di molteplici tradizioni e festività antiche e moderne quali la Pasqua, il Ferragosto, la notte di Halloween e lo stesso rito dell’albero di Natale, che hanno tratto indistintamente origine dall’antica religione celtica.

Dopo i bui periodi dell’inquisizione e della caccia alle streghe, intorno al diciottesimo secolo alcune società segrete in Gran Bretagna iniziarono a riutilizzare simboli druidici nei loro rituali iniziatici. Questo momento segnerà la nascita del Neodruidismo.

Finnian

Ricerca Nel Sito

Il Nostro Clan

Il Logo del nostro Clan

Luna Corrente

Copertina del Libro All'ombra del Tempio

Back to Top