× Home L'editoriale Il Calderone di Kathleen Luna del Mese Avalon Ordine Druidico di Avalon News Argomenti Download Photo Video Links Contatti

Archivio Editoriale

Il Destino

Pubblicato il 10/09/2016

Da sempre l'essere umano si pone questa domanda, il destino esiste oppure no? Questo mese l’editoriale vuol farci riflettere sul perché del nostro cammino mortale e su quante (troppe) volte facciamo ricorso al “caso” per motivare o giustificare le nostre scelte o ciò che ci accade…

In molti credono al destino, affermando che tutto quanto sia già predestinato, naturalmente anche le nostre vite. Altri credono che non esista nessun destino e che tutto quanto sia casuale. Altri ancora affermano che il nostro destino ce lo creiamo noi giorno dopo giorno, ma la risposta esatta quale sarà?

Attraverso una spiegazione rigorosamente scientifica, al punto 1 verrà dimostrato, senza alcun dubbio, che il destino esiste; il secondo punto dimostra invece che il destino non esiste, anche qui con una dimostrazione matematica, per poi arrivare al terzo punto dove si ipotizza una risposta finale.

 

PUNTO 1

 

Per parlare di destino bisogna innanzitutto analizzare la struttura del tempo, capire cos'è il tempo, ma soprattutto capire che il tempo non esiste, bensì è solo una percezione che abbiamo in questo nostro mondo a tre dimensioni, poiché il tempo esiste perché esiste lo spazio. Per percorrere 1 km mi serve un determinato lasso di tempo, mentre se tutto fosse fermo e statico, il tempo non avrebbe ragione di esistere e quindi nemmeno di essere percepito.

Con la teoria della relatività, Einstein ha dimostrato scientificamente che il tempo non è uguale per tutti, ma che cambia secondo la velocità con cui ci muoviamo.

Ipotizzando che esistano mezzi che viaggino alla velocità della luce, consideriamo due gemelli di 30 anni: uno sale su una navicella in grado di raggiungere la velocità della luce e viaggia intorno alla terra per un anno intero e l’altro rimane a terra.

Per il gemello che viaggia, al termine sarà effettivamente passato un anno, mentre per il fratello restato a terra, non sarà passato un anno, bensì saranno passati 40 anni. Pertanto al ritorno sulla terrà, il primo avrà 31 anni, mentre il gemello avrà 71 anni. Con questo esperimento è stato matematicamente provato che il tempo è relativo in base alla velocità con cui ci si muove nello spazio.

Già di per se questo ci fa capire che essendo soggettivo, di fatto il tempo non esiste, ma ora veniamo al punto chiave sull'esistenza del destino.

Se chi ha viaggiato alla velocità della luce per un anno, ha percorso 40 anni senza invecchiare, come invece è successo al fratello, significa che nel presente del primo gemello, scorreva velocemente il futuro del secondo fratello. Se per il primo il tempo scorreva così lentamente, significa che nel suo presente stava già accadendo il futuro del gemello rimasto sulla terra. Questo fa assolutamente supporre che il destino del secondo fratello fosse già scritto in un certo senso, visto che per lui i fatti accadevano nonostante il primo restasse fermo nel tempo. Cerchiamo di capire nel modo più semplice possibile. Se il fratello sulla navicella avesse avuto un binocolo potentissimo da riuscire a vedere l’altro gemello, in pochi giorni della sua vita avrebbe visto anni della vita del fratello. Quindi nel suo presente vedrebbe il suo futuro, apparentemente già scritto, visto che lo vede NEL SUO PRESENTE.

E con questo si potrebbe tranquillamente affermare che il destino esiste.

 

PUNTO 2

 

Nel primo punto abbiamo visto come, grazie alla teoria della relatività di Einstein, il destino esista e tutto sia già scritto.

Ora, in questo secondo punto vedremo come e perché il destino non esiste. E qui si arriva alle sbalorditive scoperte della meccanica quantistica, quel ramo della scienza che ha demolito la fisica classica di Newton, stravolgendo letteralmente le leggi fisiche che sino a 100 anni fa si pensavano indiscutibili.

La meccanica quantistica in poche parole ha provato che tutta la realtà, tutto ciò che conosciamo, la materia ed anche noi stessi, non è assolutamente corpuscolare (solida) come la percepiamo, ma è composta da onde di probabilità. Nulla è fermo e statico nella realtà che conosciamo, essendo il tutto composto da stringhe di energia. Ma la scoperta che più interessa a noi, è che con la coscienza umana è possibile mutare questo movimento di energia, rendendo l'osservatore (noi stessi) determinante per rendere corpuscolari (materia) le onde di probabilità.

Questo sta a significare che siamo noi stessi, attimo dopo attimo, a creare e modellare la realtà che andiamo a vivere, e sembrerebbe anche che ognuno di noi viva una realtà individuale, appunto modificata per lo più inconsciamente proprio da noi stessi.

Ed ecco che, con queste leggi del mondo quantico (anch'esse provate con diversi esperimenti), viene dimostrato che non esiste alcun destino, ma che noi stessi, attimo dopo attimo, andiamo a modificare la nostra realtà.

 

PUNTO 3

 

Quindi, se diversi esperimenti scientifici provano che il destino esiste, ed altri esperimenti provano che il destino non esiste, quale sarà la fatidica risposta esatta?

Per dare una risposta a tutto questo, dobbiamo tornare a parlare di meccanica quantistica, e più precisamente del Principio di Indeterminazione di Heisenberg.

Il Principio di Indeterminazione di Heisenberg dice che “non è possibile misurare contemporaneamente la velocità e la posizione di un elettrone orbitante intorno al nucleo dell'atomo, perche gli elettroni non seguono una determinata orbita, bensì scompaiono e ricompaiono in posizioni diverse (salto quantico)”.

Allora la domanda è: dove sono gli elettroni nel momento che scompaiono? Questa domanda ci apre le porte ad infiniti universi paralleli, nei quali noi stessi potremmo balzare da un universo all'altro anche piccoli spazi di tempo percepito. Il movimento degli elettroni è ciò che da vita a tutta la materia che percepiamo con i nostri 5 sensi e questo movimento è ciò che da origine alla struttura di quel che siamo noi stessi.

Senza dilungarsi troppo, in poche parole, il Principio prova che l'universo in cui viviamo non è l'unico esistente, ma è solo uno di infiniti universi possibili esistenti.

Questo significa che da qualche parte, in dimensioni che noi non vediamo e nemmeno possiamo percepire, esistono infinite copie di noi stessi, con vite che possono essere simili alle nostre, leggermente diverse, o anche completamente diverse dalle nostre.

Il tutto ci rimanda quindi all'universo fatto di onde probabilistiche, nelle quali la nostra coscienza va a creare istante dopo istante un nuovo universo per noi stessi, con scelte e destini completamente diversi.

Per esempio, in uno di questi infiniti universi, voi siete sposati con figli, in un altro siete separati, in un altro ancora non vi siete mai sposati, e potrei continuare all'infinito con questi esempi sul destino. Quindi, i punti 1 e 2 di questo articolo sono entrambi esatti, nel senso che il destino esiste sicuramente, ma la cosa sconcertante è che non esiste un solo destino, ma ne esistono un numero infinito in base a come noi stessi andiamo a crearli. Diciamo che tutto quanto, tutti i destini possibili ed immaginabili, esistono tutti allo stesso tempo, nello stesso unico istante, per poi essere collassati da funzioni d'onda che noi stessi andiamo a far collassare, dove appunto il tutto diviene realtà fisica.

Pertanto si può affermare che il destino è un qualcosa che noi stessi andiamo a creare, con la nostra volontà, ma attenzione, non lo si crea dal nulla, lo si sceglie negli infiniti destini già esistenti.

Resta, a questo punto, un quesito irrisolto: nel punto 1, riguardo all'esperimento sulla relatività, abbiamo detto che se io avessi un potentissimo binocolo, potrei vedere in pochi istanti il futuro, e quindi il destino di mio fratello. Ma se abbiamo detto che esistono infiniti universi e destini possibili, com'è che vedo un solo destino di mio fratello? La risposta è più semplice di quanto si creda. Io vedo semplicemente la vita di mio fratello NEL MIO UNIVERSO, quello che mi sono creato, o per meglio dire, scelto tra gli infiniti universi possibili.

 

In conclusione, possiamo dire che il destino esiste, ma CHE NON DECIDE ASSOLUTAMENTE NULLA PER CONTO PROPRIO. Il destino esiste, ma ne esistono migliaia, milioni, infiniti destini, dove sta a noi, con le nostre credenze, i nostri pensieri, andare a vivere quello in cui crediamo di esistere, ma che di fatto abbiamo creato noi stessi.

 

Ricerca Nel Sito

Il Nostro Clan

Il Logo del nostro Clan

Luna Corrente

Copertina del Libro All'ombra del Tempio

Back to Top